Napoli Calcio – Poco fa il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, insieme ad altri esponenti della dirigenza azzurra, al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, e al sindaco di Castel di Sangro Umberto Murolo, ha presentato il nuovo ritiro estivo del Napoli nella località montana abruzzese. L’accordo prevede la presenza della SSC Napoli a Castel Di Sangro per i prossimi sei anni, rinnovabili di altri sei. De Laurentiis è rimasto colpito dalle strutture particolarmente avanzate della località, e dalla possibilità di contingentare l’area ritiro tra campi di allenamento, stadio e strutture alberghiere che distano pochi metri gli uni dalle altre. Di seguito una sintesi delle parole di De Laurentiis nella conferenza stampa di oggi e nell’intervista rilasciata subito dopo a Radio Kiss Kiss Napoli.

Napoli Calcio – Ritiro Castel di Sangro, De Laurentiis: “Accordo per sei anni, faremo doppio ritiro”

“A Castel di Sangro arriverà un milione di napoletani, siamo distanti appena un’ora e si muoverà tanta gente. Il Covid ci ha chiaramente limitato nelle scelte, ma Castel di Sangro ha delle strutture che io ignoravo. C’è un campo di calcio spettacolare, sono rimasto impressionato. Nemmeno al San Paolo abbiamo certe attrezzature. Ho trovato subito una grande intesa con gli organizzatori in Abruzzo, al punto che ho fatto subito un accordo di sei anni. Così andremo per un primo periodo a Dimaro, ma poi ci trasferiremo anche a Castel Di Sangro anche perché lì ho uno stadio vero dove poter invitare il Manchester City o il Paris Saint-Germain.

C’è uno stadio da 7 mila posti e tribune coperte, con una illuminazione che permette le riprese televisive sia per l’Italia che per l’estero. La collegialità del gruppo si sposa con la collegialità degli impianti in appena un chilometro quadrato. Ci si sposta a piedi. Una volta che hai recintato e tutelato il perimetro con gli steward, dai tranquillità e serenità a calciatori, allenatori e giornalisti. Diventa una grande famiglia allargata che vive in un contesto strepitoso.

Dopo la gara con il Barcellona in programma l’8, dovessimo essere eliminati, daremo 12 giorni di riposo alla squadra, quindi il ritiro inizierebbe il 20. Nel caso in cui si dovesse passare il turno il ritiro inizierebbe più tardi, con lo stesso intervallo di riposo per i calciatori. C’era indicazione folle della Lega di ricominciare il 12 di settembre, ma se uno deve far riposare i calciatori e poi farli allenare per la nuova stagione, come si fa? Per me il campionato dovrebbe ripartire a fine settembre, o meglio ancora il 4 ottobre. 

Amichevoli? È tutto in divenire, vedremo cosa si può fare localmente, poi per le altre squadre bisognerà vedere, in altri paesi forse si riprenderà prima. Ll’ECA o l’Uefa non parlano mai di partire tutti insieme, ognuno ha un problema e c’è l’anarchia completa e vedremo chi vorrà giocare con noi. Siamo amici del Liverpool, del Barcellona, di tante squadre, ma non siamo padroni in casa degli altri e molti hanno già accordi contrattuali da rispettare.

Pure senza disastri legati al Covid non bisognerà abbassare la guardia. Potrebbero esserci grandi arrivi, il 90% delle persone mi dicono che non hanno fatto tampone ed esami, non dobbiamo far scattare focolai e servirà un protocollo da studiare col sindaco ed il presidente. Io sono sempre disponibile, ma mi devo tutelare, tutti dobbiamo farlo, anche chi si avvicina. Eventi? Non modificheremo… se verranno ospiti che venivano già, ma il problema è che la gente ha bisogno del contatto, noi dobbiamo toccà se no non siamo contenti ed è difficile cambiare la cultura”.

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