Intervista Gattuso – Mister Gennaro Gattuso ha rilasciato un’intervista a Radio Kiss Kiss Napoli, emittente ufficiale della società azzurra, per commentare la vittoria della Coppa Italia e l’approccio agli altri obiettivi stagionali azzurri. Di seguito le sue parole sintetizzate dalla redazione di ForzaNapoli per i propri lettori.

“Con Lazio, Inter e Juve sono state gare difficili. Con la Lazio eravamo in dieci, l’Inter ci ha messo in difficoltà e la finale l’abbiamo vista. Il quinto rigorista? Allan. Meglio non ce ne sia stato bisogno (ride, ndr). Di Lorenzo? È un grande atleta, sa coprire bene il campo, ha fatto un percorso che nessuno ha fatto, è molto umile e ha voglia di imparare e può crescere ancora tanto. È stato un bel segnale la scelta di dare a me la Coppa, questa squadra mi ha sempre rispettato. Un giocatore può anche mandarmi a quel paese ma nessuno deve toccare il mio staff. Con la squadra sono il loro miglior amico e peggior nemico, ma non porto rancore verso chi sbaglia, passa tutto il giorno dopo.

Siamo migliorati come squadra e possiamo crescere. Da giocatore quando vincevo un trofeo pensavo al giorno dopo, a cosa fare per migliorare qualche difetto. Bisogna farsi trovare sempre pronti e avere la testa libera, e questo faremo per le prossime partite di campionato. Affronteremo una squadra, l’Hellas Verona che ci metterà in difficoltà, è forte e aggressiva.

Quarto posto? Non lo so, l’Atalanta ha una gara da recuperare. Noi dobbiamo recuperare il nostro gioco, certo contano i risultati. Dobbiamo migliorare nella pressione o nel palleggio, dobbiamo tenere bene il campo, l’obiettivo è questo. Barcellona? Da parte nostra c’è la consapevolezza di affrontare una squadra più forte, ma ci arriviamo nel miglior modo possibile, con la condizione fisica giusta, anche quella mentale. Non sarà una vacanza, ce l’andremo a giocare, anzi vogliamo andare in vacanza il più tardi possibile.

Sapevo che fare l’allenatore non sarebbe stato facile, non bastava essere stato un grande calciatore. Ho girato per imparare, ho fatto scelte difficili, ma è stato un percorso che io e Riccio abbiamo voluto fare. C’è sempre da imparare, ogni giorno ci sono tante cose nuove, ci sono colleghi bravi ma ci vuole anche tanta umiltà di apprezzare anche le cose nuove. Lippi è stato un punto di riferimento per come gestiva la squadra, le risorse umane, i giocatori. Mi avvicino molto a come mi ha gestito. Ripeto, è un riferimento, se ho difficoltà penso a come agiva, alle decisioni che prendeva. Cosa ho di speciale? Non lo so, quello che penso dico, di sicuro sono migliorato. Forse piace alla gente la mia spontaneità. Io gioco solo su un tavolo, pane al pane e vino al vino, anche se qualcuno può rimanerci male.

Con mia sorella avevo un rapporto incredibile, a lei ero molto legato, in questi anni ha sofferto tantissimo. Penso che la cosa più dura sia stata vedere l’abbraccio di papà e mamma, loro sono i genitori, solo loro sanno cosa si prova. Bisogna continuare, lei ora sta bene in cielo e spero che un giorno ci incontreremo tutti insieme per farci una chiacchierata”.

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