In vista della ripresa del campionato, con le squadre che finiranno la stagione tra il 20 Giugno e il prossimo 2 Agosto, si torna a parlare della possibilità di riportare almeno una parte degli spettatori negli stadi. Una prospettiva che sembrava molto, molto distante poche settimane fa, e che sta prendendo più corpo, invece, in queste ore. In alcune nazioni – come l’Ungheria, che ha però un governo che ha avuto un approccio morbido al Covid19 – nelle scorse ore i tifosi sono tornati sugli spalti, ad esempio con quattro posti di distanza l’uno dall’altro.

Ma dell’apertura degli stadi ha parlato nelle scorse ore anche il presidente della FIGC Gravina. Queste le sue parole a riguardo in un’intervista rilasciata a Radio24 nella trasmissione Tutti Convocati: “È un auspicio avere gli stadi parzialmente aperti a luglio, oggi è prematuro parlarne, ma me lo auguro di cuore”. Insomma, bisognerà valutare l’andamento dei contagi, ma la possibilità che almeno una parte delle partite venga aperta agli spettatori è da tenere in considerazione.

E per quanto riguarda il Napoli, ci sarebbe da tenere in considerazione che non esisterebbe nemmeno il “problema abbonamenti”. Lo hanno ricordato oggi Francesco De Luca, conduttore, e l’assessore allo Sport del Comune di Napoli Ciro Borriello durante l’intervista a quest’ultimo in onda su Radio Kiss Kiss Napoli oggi pomeriggio. Borriello, in particolare, ha sottolineato di voler fare pressioni su Spadafora affinché gli sforzi attuati per riportare le persone nei cinema e nei teatri il più presto possibile, vengano estesi anche al calcio.

Di seguito le parole di Borriello durante l’intervista di oggi: “Stadio riaperto? Se è valido il criterio di riempire un terzo dell’impianto, possiamo ragionare su 17 mila posti dei 54mila segnati, almeno inizialmente. Noi a Napoli abbiamo questa fortuna/sfortuna che ci sono pochi abbonati e potrebbero entrare tutti comodamente. Molto lavoro dovrebbero farlo gli steward: l’accesso si cautela con distanziamento e aprendo in orari differenti. Stiamo lavorando per questo, stiamo cercando di disciplinare quelle attività che mettono insieme le persone. La sanificazione? Da protocollo chi organizza l’evento deve provvedere a una serie d’attività, come controllo e sanificazione. Noi daremo il nostro supporto tecnico, ma presentare l’impianto in condizioni migliori lo deve fare chi organizza l’evento. Oggi ho sentito la dirigenza del Napoli e mi diceva che non ci possono essere più di 300 persone”.

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