Paolo Ascierto, medico oncologo dell’Istituto Pascale, è stato intervistato oggi in diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo. Il dottore ha parlato della possibilità di ripartenza del campionato di Serie A nella prospettiva di una diminuzione dei contagi da Covid19. Queste le sue parole sintetizzate dalla redazione di ForzaNapoli.NET.

“Abbiamo fatto un faticoso tour de force, ma si lavora anche in questi giorni. Ciò che facevamo in passato attraverso meeting, ad esempio oggi sarei dovuto essere a San Diego, lo stiamo trasformando via web. Oggi resterò davanti al computer per parecchio. È passato un rompete le righe ingiustificato. I numeri stanno andando nella direzione in cui ci auguriamo, soprattutto in Campania, ma il pericolo non è scampato. A Napoli c’è stato un giorno con 0 infetti nuovi e 4 giorni senza decessi. La mascherina ci deve accompagnare quotidianamente per proteggere noi stessi e gli altri. C’è bisogno di un senso di responsabilità comune, il rischio di una seconda ondata è reale.

Se i giocatori vengono tamponati ogni settimana – così so se c’è una persona infetta e la isolo – considerando che non c’è distanziamento fisico, le possibilità di contagio sono minori. In queste condizioni si può pensare che – con numeri ancora più bassi – si può riaprire il calcio a porte chiuse. Ci vuole grande organizzazione, se è fattibile o meno dipende da come si metterà il virus, ma da qui si può ripartire. Se i calciatori non vengono messi in sicurezza e con loro tutti gli operatori, non ci sono le condizioni.

Riprendere la Serie A? Per poter avere un quadro completo bisogna far fede ai numeri in un determinato momento. È impossibile fare previsioni per Settembre, è come giocare numeri a lotto. È un virus apparso a metà dicembre di cui si conosce molto poco. Detto ciò, è ovvio che se andiamo verso una riduzione importante dei contagi e quindi una diffusione limitata del virus, fermo restando che bisogna far attenzione, possiamo immaginare di riprendere a Giugno. È chiaro che se per metà maggio c’è un ritorno dei contagi, allora non è saggio.

Quello che facciamo noi come operatori sanitari è fare tamponi, controlli sierologici, uno dei focolai più importanti sono stati gli ospedali perché inizialmente medici ed operatori non venivano controllati e divenivano loro stessi sorgenti di infezione. Se c’è un positivo, viene immediatamente isolato, così deve accadere nel calcio. Qualora dovesse accadere, bisognerebbe fare uno screening di tutti coloro sono stati a contatto con quel calciatore, ma questo è quello con cui dobbiamo convivere. Donazione De Laurentiis? Credo che la rivalità sportiva sia giusta, l’odio no. Uno non cambia la fede, ma non posso avere il cuore aperto per i tifosi napoletani che hanno dimostrato grande amore per noi”.

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