L’edizione odierna di Repubblica spiega che il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis – che ieri si è aggiudicato all’asta benefica la maglia di Mertens – ha espresso nei giorni scorsi due preoccupazioni per quanto riguarda il futuro del campionato.

Il primo è legato alla condizione fisica dei calciatori. Il protarsi dei rinvii e i “vedremo” che arrivano dal governo non consentono alle squadre di calcio di riprendere la preparazione il prossimo 4 Maggio. La sensazione è che tutto slitti al 18 Maggio ma senza certezze. E questo vorrebbe dire, per i giocatori azzurri, ritrovarsi a più due mesi di distanza dall’ultimo allenamento. Il presidente è preoccupato che i calciatori, specialmente quelli meno giovani, possano trovare grande difficoltà a ritrovare la forma in tempo per l’ultima data prevista per la ripresa del campionato, il 15 Giugno. Su questo fronte è intervenuto mister Gennaro Gattuso a confortare il patron: i programmi individuali che i ragazzi stanno portando avanti da casa, e quello previsto per la ripresa, dovrebbero consentire di scendere in campo senza troppi problemi. Magari approfittando anche delle cinque sostituzioni concesse dalla FIFA, per la cui ufficialità si attende il parere dell’IFAB.

La seconda preoccupazione del patron è invece legata alla permanenza in vita dei club medio-piccoli della Serie A. Stando al quotidiano, infatti, De Laurentiis nell’ultima assemblea di Lega ha espresso la sua sensazione personale rispetto alla prospettiva che il Covid19 finirà per far sparire quelle squadre medio piccole che vivono sopra le proprie possibilità. Un riferimento che avrebbe fatto imbestialire, su tutti, il presidente del Genoa Enrico Preziosi. D’altra parte sono davvero molte le squadre di Serie A che chiudono i bilanci in rosso, e che vivono in attesa dei soldi dei diritti tv che quest’anno potrebbero venire a mancare, qualora il campionato non dovesse riprendere. Il Napoli sembra al riparo grazie a quella poderosa riserva tenuta da parte da De Laurentiis. Chissà che il riferimento del patron azzurro non fosse indirizzato anche alla creazione di una SuperLega Europea su basi di solidità economica. In quel caso il club azzurro sarebbe tra i pochi ad essere sicuramente dentro.

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