La Lega Serie A ha smentito, con un comunicato ufficiale, le voci di divisione sulla possibilità di riprendere il campionato. Poco fa è stato pubblicato sul sito ufficiale dell’istituzione il comunicato conclusivo dell’assemblea di Lega convocata per stamattina e svolta in video conferenza. Le venti squadre del massimo campionato italiano fanno fronte comune per la ripresa delle attività. Ovviamente, il rimando è al governo e alla definizione degli standard di sicurezza per ripartire.

Molto, se non quasi tutto, di quella che sarà l’eventuale vera ripresa si giocherà intorno a questi. Le linee guida proposte dalla FIGC nei giorni scorsi, così come il parere dell’AIC (che ha chiesto che i giocatori non abbiano privilegi rispetto al resto della popolazione, ndr), saranno probabilmente tenuti in contro ma potrebbero non essere sufficienti. La sensazione è che la ripartenza possa richiedere un supplemento temporale per la definizione di un progetto fattibile. Intanto il segnale istituzionale è stato mandato: nessuna divisione all’interno della Lega, nonostante i posizionamenti pubblici di Cellino (Brescia) e Cairo (Torino), che erano parsi determinanti nella posizione di una sospensione definitiva con relativo annullamento del resto delle gare. Gli “8 club” che non vogliono riprendere, almeno dal punto di vista formale – che in questi casi diventa anche sostanziale – non esistono. Di seguito il testo del comunicato pubblicato dalla Lega Serie A.

L’Assemblea della Lega Serie A si è riunita questa mattina e ha confermato, con voto unanime di tutte le venti Società collegate in video conferenza, l’intenzione di portare a termine la stagione sportiva 2019-2020, qualora il Governo ne consenta lo svolgimento, nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza. La ripresa dell’attività sportiva, nella cosiddetta Fase 2, come già evidenziato in passato, avverrà in ossequio alle indicazioni di Fifa e Uefa, alle determinazioni della Figc, nonché in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori.

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