Giovanni Rezza, dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità ed epidemiologo, è stato intervistato oggi in diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo. L’intervista è incentrata sulle possibilità che il calcio riparta nei prossimi mesi. Di seguito le sue parole sintetizzate dalla redazione di ForzaNapoli.NET per i propri lettori.

“Quella sulla ripresa del campionato è una domanda seria ed ho risposto in maniera seria: oggi c’è lockdown totale, come si può pensare alla riapertura del campionato ora? È chiaro che se in qualche modo si pensa di riaprire, allora verrà valutato e si applicheranno protocolli di sicurezza sanitaria. Molto dipenderà anche da ciò che verrà deciso a livello europeo, penso alle Coppe Europee. Abbiamo vissuto momenti drammatici in alcune parti d’Italia.

È chiaro che la politica, l’economia, hanno le proprie esigenze. Non si può avere un lockdown totale per oltre due mesi perché altrimenti industrie e famiglie non sopravviverebbero. Sulla base di ciò che ci dicono i tecnici, ad esempio ora dicono che è migliorata la situazione, allora si può andare verso una riapertura graduale. È ovvio che se molliamo troppo, torniamo punto e a capo. Bisognerà comunque convivere con la prospettiva che da un momento all’altro potrebbe esserci una nuova emergenza sanitaria. Come fare ad evitarlo? Tenendo alcune misure, di distanziamento sociale, mascherine, evitare assembramenti.

È chiaro che l’onorevole Zampa distorca il naso per gli stadi pieni e i concerti. Creare assembramenti è pericoloso. Sul riprendere a giocare in sicurezza è un discorso diverso, si possono applicare protocolli per ridurre il rischio di contagio. 1 metro di distanza e mascherina possono funzionare, la mascherina chirurgica non da una protezione massima, ma fa sì che le goccioline di saliva restino nella mascherina. In questo modo si riduce il rischio di trasmettere ad un’altra persona.

In questo momento non si può pensare a partite che si svolgano con assembramenti. Le partite a porte chiuse hanno un punto interrogativo, perché c’è comunque un lockdown. Ovviamente si pensa ad una fase 2, quindi alla riapertura di determinate attività, come quelle produttive. Non le decido io certe cose, ma qualora il Governo decidesse di riaprire anche alcune attività ricreative, come quelle sportive, allora l’importante è che si facciano con la massima sicurezza. La decisione spetta alla politica, grazie alla consulenza del comitato scientifico.

Il calcio è un settore sportivo tra i più ricchi e la gente è molto interessata. Nel momento in cui si è chiuso il campionato, ognuno di noi si è sentito smarrito. Però vorrei ricordare Atalanta-Valencia: ci sono stati episodi che hanno drammatizzato la situazione, perciò parlo di massima sicurezza possibile per minimizzare i rischi. Se mi chiedessero cosa farei io al Governo, direi di riprendere con sicurezza”.

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