Patrizio Oliva, ex pugile e Campione Olimpico a Mosca 1980, napoletano di nascita e di residenza, è stato intervistato dalla testata giornalistica NapoliSoccer per parlare, da napoletano, del rinvio delle Olimpiadi e della sospensione delle attività sportive che riguarda tutti gli atleti. Di seguito la nostra sintesi dell’intervista per i lettori di ForzaNapoli.NET.

A causa del Coronavirus è stata spostata di un anno l’Olimpiade. Concorda con la scelta?
“Per uno sportivo partecipare all’Olimpiade è il coronamento di un sogno, se riesci poi a vincere l’oro… è incredibile. Questo virus è pericolosissimo e si sta espandendo a macchia d’olio, mi sembra più che giusto rimandare di un anno le Olimpiadi: bisogna fermare tutto, non ci sono altre alternative”.

Quali conseguenze comporterà lo spostamento dell’Olimpiade?
“Dipende dallo sport, ci sono sport dove ci sono i tornei di qualificazione, dove puoi compromettere la tua situazione alle Olimpiadi e che saranno anche loro spostati, e poi ci sono gli sport in cui conta il peso dell’atleta, resta difficile per uno sportivo mantenere quel peso ancora per un anno. Ci sono poi atleti, come Pellegrini e Montano, alla soglia del ritiro e non so se riusciranno a sopportare un altro anno di sforzo. Lo spostamento dell’Olimpiade sarà un problema per tanti atleti”.

A questo punto le Olimpiadi di Parigi si terranno nel 2024 oppure saranno slittate di un anno?
“Con molta onestà non so cosa farà il CIO. Dico solo che nell’antica Grecia un periodo di 4 anni veniva chiamato Olimpiade… Vedremo se si rispetterà questa tradizione oppure se sarà cambiata”.

Ci racconta la sua vittoria all’Olimpiade di Mosca ’80?
“Era il periodo della guerra fredda tra Stati Uniti e Russia e vivemmo, sia alle Olimpiadi di Mosca che di Los Angeles, un boicottaggio da parte dei paesi alleati o con l’una o con l’altra Nazione. L’Olimpiade di Mosca, in cui io vinsi l’oro, fu quella più difficile. Perché i pugili più forti erano quelli dei Paesi dell’est: URSS, Bulgaria, Jugoslavia, Albania, Romania, Germania Est e Polonia e poi Cuba, e parteciparono tutti. Ci fu una concentrazione di tutti i Paesi più forti del pugilato e questo diede maggior importanza al mio successo. Senza dubbio quella di Mosca fu l’Olimpiade più competitiva mai avuta a livello di pugilato.

Dopo la vittoria all’Olimpiadi le persone del mio quartiere vennero all’aeroporto di Roma. E al ritorno fecero tutto il tragitto fino al mio quartiere dietro di me con le macchine. Arrivati nel mio quartiere ci fu un lungo corteo di persone per strada: fui accolto dall’affetto di tutti i cittadini del quartiere”.

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