Guglielmo Stendardo, ex calciatore di Lazio e Atalanta, attualmente è uno stimato avvocato. La redazione di NapoliSoccer lo ha intervistato per chiedergli un parere approfondito sulla questione che tanto sta facendo discutere il calcio italiano. E cioè il taglio degli stipendi dei giocatori in seguito alla sospensione della stagione sportiva per l’emergenza coronavirus. L’intervista integrale approfondisce molto la questione, la redazione di ForzaNapoli.NET ha creato una sintesi per i propri lettori. Di seguito le parole di Stendardo.

In un momento in cui si discute circa le modalità adottabili dalle singole società calcistiche in tema di riduzione degli stipendi dei propri calciatori, NapoliSoccer.NET ha chiesto di fornire un parere tecnico, circa le possibili alternative che potrebbero essere adottate, all’avvocato ed ex calciatore Guglielmo Stendardo, che – illustrando le difficoltà, ad oggi, ad addivenire ad una soluzione senza conoscere cosa accadrà – ha posto l’attenzione sulle ipotesi percorribili rispetto a quelli che potrebbero essere i possibili scenari.

L’intervista all’Avvocato Stendardo sul taglio degli stipendi dei calciatori

“Dal punto di vista morale, in un momento di emergenza sanitaria, serve il buon senso. Sarebbe stupendo se i calciatori di Serie A dessero un messaggio di solidarietà donando parte dello stipendio a scopo benefico. In ogni caso ci sono problemi giuridici ed economici da affrontare. Bisogna fare il distinguo tra le due possibili alternative: la ripresa del campionato ovvero l’interruzione definitiva del torneo.

Se il campionato dovesse riprendere, una sospensione degli stipendi con motivazione diversa dalle quattro previste dall’articolo 5.5 dell’accordo collettivo (sanzione disciplinare per illecito sportivo, la violazione del divieto di scommesse, la violazione delle normative antidoping e l’indisponibilità del calciatore per effetto di provvedimenti dell’autorità giudiziaria) esporrebbe le società alla messa in mora da parte del creditore e la risoluzione del contratto, prevista dall’articolo 13.1 dell’accordo collettivo.

Se Campionato e Coppe europee venissero definitivamente sospese, ci ritroveremmo a discutere sul problema dell’assegnazione dello scudetto e sull’applicazione delle disposizioni del codice civile. A mio parere, se il campionato continua è illegittimo chiedere la sospensione degli stipendi, se il campionato dovesse essere fermato definitivamente le società potranno chiedere la riduzione dello stipendio ai singoli calciatori e, secondo il dettato dell’articolo 1463 del codice civile, chiedere la restituzione della prestazione economica già erogata”.

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