Il Barcellona dal 13 gennaio scorso è passato nelle mani di Quique Setièn, allentore di 61 anni scelto per sostituire Ernesto Valverde esonerato dopo alcuni risultati deludenti, ma soprattutto da quanto giunto dalla Spagna, per alcuni malesseri creati all’interno dello spogliatoio con alcuni “senatori”. Valverde sulla panchina blaugrana dall’estate del 2017, ha vinto 2 Liga, 1 Supercoppa di Spagna ed 1 Coppa del Re. Ora tocca a Setièn riportare il Barcellona in alto ed il primo passaggio fondamentale è la conquista dei quarti di Champions.

Dalla provincia al Barcellona: il grande salto di Setièn

Setièn è stato da calciatore un centrocampista dalle buone qualità tecniche, che ha trascorso la sua carriera giocando soprattutto in squadre di medio livello, ma nonostante questo è stato convocato per prendere parte ai Mondiali del 1986 in Messico anche se non ha mai esordito in quella competizione.

Stessa sorte si può dire per lui da quando allena, infatti ha iniziato la sua esperienza da tecnico sedendosi sulla panchina del Racing Santander nel 2001 ed ha portato la squadra alla promozione nella massima serie.

Dopo quell’esperienza si è trasferito al Poli Ejido prima di accettare l’incarico come CT della Guinea Equatoriale (esperienza molto breve), per poi far ritorno in patria alla guida del Logrones, Lugo, Las Palmas ed infine al Betis Siviglia nel 2017-2018.

Proprio con il Betis si è fatto notare dal grande pubblico, ottenendo al suo primo anno il sesto posto valido per la qualificazione Europa League (c’era anche Fabian Ruiz in squadra), mentre il secondo anno non è stato brillante come quello precedente ed in campionato la squadra si è piazzata 10a.

Proprio la sua squadra è stata l’ultima che ha violato il Camp Nou, era il novembre del 2018 quando il Betis si è imposto sul Barcellona per 3-4.

Ora finalmente approda nella squadra dei suoi sogni da bambino, proprio quando forse non ci sperava più e spera di lasciare il segno come fatto in passato dai suoi idoli Cruijff e Guardiola.

Il suo motto: “Se hai la palla nessuno ti farà gol”

Setièn proprio come Guardiola professa lo scarso valore dei moduli, per il tecnico di Santander quello che conta è recuperare palla immediatamente dopo averla persa, perchè il suo motto è: “Se hai la palla nessuno ti farà gol”. Ecco perchè chiede ai suoi calciatori di pressare sempre alti, di stare corti in campo e predilige che l’azione parti dal basso senza mai gettare via la palla.

E’ amante dell’estetica, vuole che i risultati arrivino attraverso il bel gioco e con i tanti campioni che si ritrova adesso a gestire tutto diventa più facile.

Per il momento è riuscito a portare il Barcellona ad 1 solo punto dalla vetta della Liga, ma è stato anche eliminato dalla Coppa del Re. La squadra non sta esprimendo il calcio che Setièn vorrebbe ed esistono ancora frizioni tra alcuni calciatori e la società, più qualche infortunio di troppo.

Che sia un buon auspicio per il Napoli? Lo capiremo martedì!

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